Operatori e lutto

Sia gli operatori della scuola che gli operatori in area sanitaria sono spesso confrontati con la morte e il lutto. Esplorare la propria reazione alla perdita e i propri lutti personali rappresenta per l’operatore una risorsa importante per comprendere meglio le difficoltà in cui si muovono le persone con le quali lavora e per rispondere in maniera adeguata alle loro richieste di vicinanza e sostegno. Ciò è maggiormente necessario se l’operatore attraversa una perdita personale significativa. I piani personali e professionali, sempre in realtà interagenti a livello profondo, sono in questo caso portati in primo piano nell’esperienza personale e il loro sovrapporsi può determinare un acuirsi continuo del proprio dolore o, al contrario, una pericolosa anestetizzazzione dalle proprie reazioni di partecipazione emotiva nell’incontro di cura.Aiutare un operatore in lutto vuol dire, al tempo stesso, aiutarlo a distinguere e collegare i due piani coinvolti nell’esperienza facendo in modo che il continuo rimando tra personale e professionale possa tradursi gradualmente in un approfondimento dell’ascolto di sé e dell’altro.

A sostenere i bambini e i ragazzi che subiscono la perdita di una persona significativa della loro vita, oltre ai familiari, ai parenti e gli amici ed in alcuni rari casi le organizzazioni di volontariato, potrebbe e dovrebbe esserci la scuola, che ha come suo compito formativo quello di creare una sensibilità verso le problematiche sociali. In questa sezione vengono esplorati quali sono i bisogni di un allievo – bambino o ragazzo che sia – che ha subito la perdita di una persona  importante e quali azioni la scuola e gli insegnanti possono mettere in atto per sostenerlo.

Operatori socio-sanitari

Da parte degli operatori e delle istituzioni socio-sanitarie può esservi la mancanza o la sottovalutazione di un pieno riconoscimento delle problematiche che le esperienze della perdita e del lutto possono provocare a tutti i livelli: fisico, emozionale, relazionale, spirituale, socio-economico.

Certamente, come diceva Colin Parkes, “il lutto non è una malattia” ma non di meno può essere fonte di grave disagio e sofferenza per le persone che lo sperimentano. In alcune situazioni in cui, oltre alla perdita di una persona significativa, chi rimane è costretto a confrontarsi con problematiche diverse come l’assenza di reti familiari o comunitarie di sostegno; povertà, condizioni di malattia organica, disagio mentale, vecchiaia; marginalità o isolamento sociale – è prevedibile che possano manifestarsi complicazioni e conseguenze negative sia sul piano della salute fisica che psicologica e relazionale.

Accompagnare alla morte una persona malata o accogliere la possibilità che la perdita possa verificarsi durante il percorso di cura mette duramente alla prova le risorse emotive degli operatori socio-sanitari e li confronta con il loro stesso limite professionale ed umano esponendoli ad una sofferenza interiore che può manifestarsi in modalità inaspettate ed investire le aree più significative della vita.

Esplorare la propria reazione alla perdita e i propri lutti personali rappresenta per l’operatore una risorsa importante per comprendere meglio le difficoltà in cui si muovono i familiari e per rispondere in maniera adeguata alle loro richieste di vicinanza e sostegno. Ciò è maggiormente necessario se l’operatore attraversa una perdita personale significativa. I piani personali e professionali, sempre in realtà interagenti a livello profondo, sono in questo caso portati in primo piano nell’esperienza personale e il loro sovrapporsi può determinare un acuirsi continuo del proprio dolore o, al contrario, una pericolosa anestetizzazzione dalle proprie reazioni di partecipazione emotiva nell’incontro di cura.

Aiutare un operatore in lutto vuol dire, al tempo stesso, aiutarlo a distinguere e collegare i due piani coinvolti nell’esperienza facendo in modo che il continuo rimando tra personale e professionale possa tradursi gradualmente in un approfondimento dell’ascolto di sé e dell’altro.

Gli operatori socio-sanitari e il lutto

 Scopri come affrontare il dolore accanto a chi soffre.

 

Operatori scolastici

Gli insegnanti e tutti gli operatori scolastici, che hanno come compito formativo quello di creare una sensibilità verso le problematiche sociali, potrebbero e dovrebbero sostenere i bambini e i ragazzi che subiscono la perdita di una persona significativa della loro vita, oltre ai familiari, ai parenti e gli amici ed – in alcuni rari casi – le organizzazioni di volontariato.

In questa sezione vengono esplorati quali sono i bisogni di un allievo – bambino o ragazzo che sia – che ha subito la perdita di una persona importante e quali azioni la scuola e gli insegnanti possono mettere in atto per sostenerlo.

Trovate nel sito “Soli ma Insieme“, nell’area “Docenti”, una trattazione più approfondita di come la scuola e gli insegnanti possono sostenere un allievo che ha subito una perdita importante. Se siete un insegnante e siete a contatto con allievi che sono in lutto potete anche esplorare il sito coni più piccoli (6-12 anni) o suggerire ai più grandi (13-16 anni) di visitarlo.
Trovate anche nel sito una bibliografia ragionata di libri che trattano di esperienze di perdita di coetanei: li potete suggerire ai bambini e ai ragazzi ai quali siete vicini. Li aiuterà a sentirsi meno soli e unici nel loro dolere e a trovare le parole per parlare del loro percorso.

Cosa può fare la scuola

 Indicazioni pratiche per sostenere alunni e famiglie.

I bisogni degli allievi

 Comprendere emozioni e risorse degli studenti in lutto.